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Opinionista Politico.



15
Nov
2007

Via i mestieranti dalla politica


Sarà mai possibile operare una sorta di “razionalizzazione” della classe politica? È così difficile individuare i candidati validi e preparati e i mestieranti della politica? Oggi, tutti criticano gli assessori, che in effetti valgono poco, anzi niente come amministratori, ma era un dato di fatto già acquisito nel primo mandato Nardi, allora perché ce li troviamo ancora tra i piedi? Perché sono ancora state affidate a costoro le sorti di Terracina?

Pecchia, Meneghello, Sacchetti, ed altri che impettiti siedono in Giunta, non sono maestri nella comunicazione, anzi non sono nemmeno maestri in italiano, considerato che ogni volta che aprono bocca il padre Dante si rivolta nella tomba. Né tanto meno sono trascinatori di folle, oratori tali da colpire l'immaginazione della gente al punto da provocarne l'entusiasmo o incarnarne le attese e le speranze. Allora perché mai tanti elettori li hanno votati? Attenzione, che non sto parlando di scelta politica, ma di scelta dei soggetti all'interno degli schieramenti. E se non c'è stata capacità d'incanto, diciamo così, da parte di Pecchia, tanto per fare un esempio, come mai il pel di carota è stato preferito ad una nota professionista del suo stesso schieramento, sicuramente più colta e preparata, e senz’altro anche più  gradevole nell’aspetto?

Ho vissuto in prima persona l’elezione di Vincenzo Recchia nel '93 e nel '97, poi quella di Stefano Nardi nel 2001 e 2006. Ad ogni tornata elettorale, ho potuto constatare come prima di mettere piede nell’urna, tutti hanno voglia di cambiamento. Tutti si dichiarano stanchi delle amministrazioni dei litigi, dei veti incrociati, dei rancori mai sopiti, delle trattative a porte chiuse, delle chiacchiere, del fumo negli occhi, ecc. ecc. Insomma, prima di mettere la “crocetta”, da Borgo Hermada a Barchi, da La Fiora a Foce Sisto, dal centro storico alto alla città bassa, praticamente in tutto il territorio di Terracina, le persone di tutte le categorie aspirano al cambiamento di uomini e del modo di fare politica, poi….  dalle urne, incredibilmente, escono sempre le stesse oscene facce. Il bello però viene poi: nessuno li ha votati. Può essere? Laverità è che questa città bara con se stessa!

Nella mia personale campagna elettorale, ho conosciuto un “signore”, che a solo fargli il nome di Nardi sputava per terra, giurando e spergiurando che piuttosto che votarlo, si sarebbe tagliato la mano. Non l'ho più rivisto, ma suppongo che oggi sia monco, perché so con certezza, che non solo lo ha votato lui e tutta la famiglia, ma gli ha portato in dote anche un altro pacchettino di voti che il sindaco, senza il suo particolare interessamento non avrebbe mai avuto. Il fatto è vero, e sono cose che sappiamo, come sappiamo che troppi dovrebbero provare vergogna al solo guardarsi allo specchio.


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